La pensione indiretta

Spetta, in caso di decesso del dirigente in attività di servizio, che abbia maturato almeno cinque anni di anzianità contributiva, al coniuge, ai figli legittimi, naturali riconosciuti, legittimati o adottivi di età inferiore ai 18 anni. Tale limite di età per gli orfani è elevato a 21 anni nel caso di frequenza di scuola media superiore o professionale e a 26 anni nel caso di frequenza universitaria, nei limiti, tuttavia, della durata del corso legale di laurea. In mancanza di coniuge e figli con diritto a pensione, questa spetta ai genitori, se a carico. I genitori si considerano a carico dell'iscritto se questi prima del decesso provvedeva al loro sostentamento in forma continuativa ed esclusiva.

In alternativa, gli aventi diritto alla pensione indiretta possono chiedere il riscatto della posizione individuale.

In tal caso, al coniuge che concorra con altri aventi diritto, viene attribuita una quota del riscatto complessivo pari al doppio di quella spettante a ciascuno degli altri superstiti.

La prestazione suddetta spetta, sempreché il dirigente non abbia esercitato, al momento dell'iscrizione o successivamente anche a modifica della scelta iniziale, l'opzione per il riscatto della posizione maturata, in caso di decesso, in favore degli eredi o dei diversi beneficiari, designati dall'iscritto stesso, in sostituzione di quelli indicati nell'art. 21 dello Statuto.

In assenza di beneficiari designati e dei soggetti di cui all'art.21 dello Statuto, la posizione dell'iscritto viene riscattata dagli eredi.

 
I più letti
Utilità